Flussocreativo. Design Studio.

Architect Party.

Pensare non fa rumore e non fa luce.
I pensieri non si sentono e non si vedono.

Quando i pensieri non ansimano, allora anche le righe sono sicure, le righe vanno da un punto a un altro in un colpo solo e i due punti di solito sono punti certi. (…) Se invece i pensieri ansimano, se i punti certi sono pochi le righe sono incerte, sono un po’ storte, vanno in giro a cercare.

Ettore Sottsass, Scritti 1946-2001.

Luogo Brescia
Anno 2017
Tipologia Inaugurazione

“Pensare non fa rumore e non fa luce. I pensieri non si sentono e non si vedono. Quando qualcuno guarda nel vuoto, perplesso, l’altro gli domanda: << che cosa stai pensando?. >>
I pensieri sono misteriosi, sono prodotti dai casi della vita e qualche volta da altri pensieri. Qualche volta vengono tutti nella testa, qualche volta vengono in mezzo alle gambe, qualche volta nel petto (dicono nel cuore), qualche volta in tutto il corpo mentre cresce, qualche volta in tutto il corpo che soffre, nel corpo che si consuma nel tempo… non si sa. Però gli scienziati continuano a indagare…

Per poter ascoltare i pensieri a qualcuno è venuta l’idea di inventare le parole. Qualcuno ha pensato che con il rumore delle parole si poteva rappresentare in qualche modo il vagabondare dei pensieri; di certi pensieri (…).

Qualcun altro ha avuto l’idea di disegnare segni in modo di rappresentare i pensieri – certi pensieri – con la luce, con qualcosa che si vede.
Io uso segni.
Voglio dire disegno sempre e soltanto per rappresentare alcuni pensieri dai quali sono inseguito.
Questi pensieri trattano le forme, le dimensioni, i pesi, le materie, i colori, le temperature da usare per costruire il palcoscenico sul quale trascino o trasciniamo l’esistenza, compresi – nella scena del teatro – tutti i mobili, le tende, le lampade e gli oggetti in generale, cioè i vasi per mettere i fiori, i piatti per mangiare, i cesti per mettere il pane (se c’è) e la frutta (se c’è) e così via. (…)

Quando i pensieri non ansimano, allora anche le righe sono sicure, le righe vanno da un punto a un altro in un colpo solo e i due punti di solito sono punti certi. (…) Se invece i pensieri ansimano, se i punti certi sono pochi le righe sono incerte, sono un po’ storte, vanno in giro a cercare.”